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Conosci i tuoi diritti circa le spese veterinarie detraibili nel 730?

Nella dichiarazione dei redditi, nel 730 o nel modello unico, è possibile detrarre le spese veterinarie sostenute (recuperando il 19%) per i propri animali legalmente detenuti e per gli animali detenuti a scopo di attività sportiva.
L’Agenzia delle Entrate chiarisce che sono detraibili nella dichiarazione dei redditi 2018, relativa alle spese fatte nel 2017, o nel modello Unico, le seguenti spese veterinarie:
- le prestazioni professionali rese dal veterinario, quindi le fatture (Cfr. circolare n. 207 del 2000) per vaccini, interventi chirurgici, presso le cliniche e  esami di laboratorio;

- l’acquisto di medicinali veterinari prescritti dal veterinario (Cfr. circolare n. 55 del 2001) e definiti dall’art. 1 del D.lgs. n. 193 del 2006. Quindi tutti gli scontrini rilasciati dalla farmacia ed inerenti farmaci ad uso veterinario possono essere scaricati. Ma solo ed esclusivamente i farmaci ad uso veterinario: i comuni farmaci ad uso umano che vengono talvolta prescritti dal veterinario perché assenti in medicina veterinaria, non possono essere detratti.
La possibilità di detrarre le spese veterinarie è sancita nel Testo unico delle imposte sui redditi, all’art.15 comma 1 lettera c bis del TUIR, il D.P.R. 917/1986.
Dal 2017, le spese veterinarie sono comparse anche nel modello 730 precompilato, in quanto  le strutture autorizzate alla “vendita al dettaglio dei medicinali veterinari”, così come previsto dal comma 2 dell’art. 70 del D.lgs. n. 193 del 2006, devono provvedere alla trasmissione telematica delle spese sanitarie sostenute dai cittadini a fini veterinari, tramite l’utilizzo della loro Tessera sanitaria, al momento dell’acquisto.

Sono detraibili i mangimi speciali?
Purtroppo no poiché non sono considerati farmaci, ma prodotti alimentari e quindi nemmeno con ricetta veterinaria. Stessa cosa vale per gli integratori alimentari.

Sono detraibili gli antiparassitari?
No per la stessa ragione per cui non sono detraibili i mangimi speciali tranne quelli  prescritti su ricetta, quali Frontline, Advantix, Scalibor.

Requisiti  per le detrazioni delle spese mediche
Secondo quanto stabilito dalla Agenzia dell Entrate nella risoluzione n.24 del 27 febbraio 2017:
-Bisogna conservare lo scontrino parlante, ossia lo scontrino che indica il nostro Codice Fiscale. In alternativa, ovviamente la fattura.
In caso di acquisto via Internet sugli shop online, facciamo inserire nella ricevuta anche in questo caso il nostro codice fiscale e sarà sufficiente a ottenere la detrazione.
Non è necessario invece conservare la prescrizione medica, la ricetta del veterinario,  ai fini della detrazione
Ma la normativa pone un altro requisito e cioè:
“La possibilità di portare in detrazione tali spese è limitata alle sole spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva, mentre non sono detraibili le spese per la cura di animali destinati all'allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare e di animali di qualunque specie allevati o detenuti nell'esercizio di attività commerciali o agricole, né in relazione ad animali utilizzati per attività illecite" (Cfr. Decreto del Ministero delle Finanze 6 Giugno 2001, n. 289).
Animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva: cosa vuol dire?
Per i cani, visto l’obbligo di microchip ed iscrizione all'anagrafe canina, è chiaro che essi risultano così legalmente detenuti.
Ma per i gatti? E per gli altri animali per i quali non c’è l’obbligo di iscrizione ad alcuna anagrafe?
Per i gatti, esiste una anagrafe felina, e l’inserimento del microchip è facoltativo.
Se effettuiamo questa iscrizione, abbiamo il possesso legale del nostro gatto. Ma per essere possessori legali dell’animale è valida anche, ad esempio, la fattura di acquisto presso l’allevatore, il “pet passport” per gatti e furetti, un documento che ne attesti l’adozione come una la documentazione rilasciata dall’Asl.
Questo aspetto non è ben chiarito, ma potrebbe anche essere sufficiente una dichiarazione del proprietario dell’animale, o dell’Enpa che effettua l’adozione, in caso di randagio.

Qual è la franchigia minima e il tetto massimo?
Per quanto l’Anmvi si stia battendo per cercare di innalzare l’importo scaricabile, fondamentalmente delle spese veterinarie potete scaricare il 19% a partire dalla franchigia minima di 129,11 e arrivando fino al tetto massimo di 387,34.
Ciò significa che la detrazione spettante viene calcolata sulla parte che eccede l'importo di euro 129,11. Fino ai 129,11 euro non scarichi nulla: scarichi poi la differenza fra 387,34 euro e 129,11 euro, quindi in sostanza l’onere su cui calcolare la detrazione è 258,23 euro (387,34 – 129,11). Tutto quello che eccede il tetto massimo, non viene considerato.

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